
La battaglia per la tutela delle concessioni balneari e la corretta interpretazione della direttiva europea.
Sono una persona liberale: credo nella libertà economica, indipendente dallo Stato e nella responsabilità individuale. Tuttavia, quando lo Stato fa una promessa, deve mantenerla. Per questo, negli ultimi anni, mi sono battuta al fianco dei balneari.
Tra le norme dello Stato, riguardanti le concessioni balneari, vi è infatti l'"affidamento legittimo" sulle norme vigenti dagli anni 2000 fino alle proroghe del 2009 e del 2012, che garantiva una concessione "eterna", in cambio di investimenti poderosi da parte dei balneari per la messa in sicurezza delle spiagge, la realizzazione di impianti e infrastrutture, installazione di sistemi di depurazione. Investimenti che si sono ritrovati senza più certezza temporale, assicurata in precedenza dai suddetti diritti abrogati.
Un errore gravissimo è stato quello di recepire la Direttiva Servizi con il D. Lgs. 59/2010, inserendo le concessioni demaniali tra i servizi soggetti alla disciplina dell’art. 12 della Direttiva stessa, pur essendo concessioni di beni, e senza riformare la materia demaniale. Si è intervenuti solo con timide proroghe automatiche, contrarie ai principi europei, aggravando la confusione giuridica.
La sentenza (Sez. V) stabilisce che l’art. 49 TFUE osta a una proroga automatica delle concessioni che presentano un interesse transfrontaliero certo. Tuttavia, rimette al giudice nazionale la valutazione sulla natura "scarsa" della risorsa naturale.
Il TAR Lecce ha confermato l'estensione al 2033, affermando che la Direttiva Servizi non è immediatamente applicabile senza norme di dettaglio statali. Evidenzia inoltre l'assenza di interesse transfrontaliero per imprese familiari in zone a bassa redditività.
Dichiara l'illegittimità della legge Calabria: non spetta alle Regioni legiferare in materia di demanio, essendo competenza esclusiva statale.
Sancisce l'inapplicabilità della Bolkestein a tutte le concessioni sorte prima del 28 dicembre 2009. Il diritto comunitario non impone di intervenire in rapporti giuridici instaurati prima della scadenza del termine di trasposizione.
I giudici hanno fissato al 31 dicembre 2023 il termine ultimo: oltre tale data le concessioni cesseranno di produrre effetti, indipendentemente dall'indizione delle gare.
Fratelli d'Italia ha impugnato la sentenza del Consiglio di Stato davanti alla Corte Costituzionale per "conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato". La tesi è che la magistratura abbia assunto prerogative legislative fissando la scadenza delle concessioni.
Mentre altri Paesi UE (Spagna, Portogallo, Croazia) hanno già prorogato le concessioni, l'Italia deve applicare la Legge 145/2018 a tutela dei balneari.
Una delle principali FAKE NEWS è che le concessioni balneari rientrino negli obiettivi del PNRR.
Basta leggere le pagine 76 e 77 del PNRR: si parla di rimuovere barriere per idroelettrico, gas naturali, autostrade ed energia elettrica. Il tema delle spiagge non viene mai citato. I balneari non devono essere il capro espiatorio.
30.000
Imprese coinvolte
300.000
Addetti e famiglie
"Stanno svendendo le nostre spiagge, si svende l'Italia alle multinazionali. La risorsa spiaggia non è scarsa."
Reciprocità UE
Concessioni in Croazia, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna.
Ddl Concorrenza
Dossier e Emendamenti Commissione X Industria Senato.
— Frits Bolkestein