
Una proposta di ispirazione liberale per riconoscere ai genitori la piena libertà di disporre del proprio patrimonio ereditario.
Abbiamo formulato una proposta di modifica della disciplina della legittima, di ispirazione liberale, che riconosca ai genitori la piena libertà di disporre del proprio patrimonio ereditario, anche escludendo interamente i figli nei casi in cui questi li abbiano abbandonati, maltrattati o non abbiano ricambiato le cure e l'affetto ricevuti.
La proposta si fonda su un principio semplice ma essenziale: la proprietà appartiene a chi l'ha costruita e nessuno ha un diritto automatico e incondizionato sull'eredità altrui.
La libertà di testare, specialmente quando i figli non si sono comportati in modo corretto, rafforza la responsabilità reciproca e insegna che i sacrifici non possono essere a senso unico.
Questo modello non è utopico: è già realtà in numerosi Paesi. In Inghilterra e Galles, negli Stati Uniti (con l'unica rilevante eccezione della Louisiana per i figli minori o disabili), in Australia, in Nuova Zelanda, in Messico e nella maggior parte dei Paesi dell'America Centrale (Panama, Costa Rica, Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua), nonché a Singapore (per i non musulmani) e a Hong Kong, vige un sistema di ampia o piena libertà testamentaria.
In questi ordinamenti non esistono quote di legittima fisse e automatiche a favore dei discendenti: il testatore può lasciare i propri beni a chi ritiene più giusto, fatte salve eventuali tutele residuali e discrezionali per i familiari economicamente dipendenti.
Adottare un approccio simile in Italia significherebbe avvicinare il nostro diritto successorio a quello dei sistemi liberali più avanzati, restituendo ai genitori la dignità di poter decidere liberamente del frutto del proprio lavoro e della propria vita.