
Una bomba ambientale, la raffineria di Milazzo, in Sicilia, rischiava di produrre danni ingenti in termini di sicurezza. Il mio impegno ha fatto in modo che il caso arrivasse al tavolo del Consiglio dei Ministri.
La raffineria di Milazzo, in provincia di Messina, ha rappresentato per anni una vera e propria bomba ambientale, pronta ad esplodere. Oltre all'impatto ambientale, perché costruita sul mare, vicino al centro abitato e sulla traiettoria per ammirare le Isole Eolie, priva o quasi per anni delle apparecchiature e filtri contro l'inquinamento e la dispersione di polveri inquinanti, oltre ad essere rischiosa per i lavoratori.
Infatti sono numerosi gli incidenti passati alle cronache nazionali. Uno dei più eclatanti è accaduto nel dicembre 2017, producendo il ferimento di quattro operai, di cui uno in modo grave e tenendo con il fiato sospeso tutta la cittadinanza, obbligata ad abbandonare le proprie case nel cuore della notte a causa di un incendio che poteva causare un'esplosione paragonabile ad una bomba in grado di radere al suolo intere città limitrofe.
Io stessa sono stata testimone di quell'evento che ha scatenato la mia indignazione e ribellione. Il devastante incendio si è sviluppato dal serbatoio 513 della Raffineria Mediterranea. Sono state ore di paura e confusione.
Verso la mezzanotte, i cittadini si sono riversati in strada perché ha cominciato a correre la voce che bisognava recarsi il più lontano possibile dalle abitazioni perchè l’incendio, nel frattempo divampato nella Raffineria, avrebbe potuto determinare un’esplosione. Per questo, evacuate tutte le case della zona di Milazzo e dei paesi limitrofi, siamo stati costretti a dirigerci verso la montagna per sfuggire al pericolo.
Per l’intera nottata con la gente evacuata sono rimasta sulla montagna chiusa all’interno della mia auto ad osservare dall’alto, sgomenta, le fiamme altissime che sembravano ad un passo da noi, mentre il fumo nero provocato dalla fiamme altissime aveva già avvolto tutta la zona.
Di fronte a questo evento ho deciso di mobilitarmi in maniera forte segnalando il caso, grazie alla collaborazione dell'Onorevole Oreste Pastorelli che interrogò il ministro dell'Ambiente ed al supporto dell'allora Vice Ministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini. Abbiamo richiesto:
"I dati diramati dall’Oms e dall’osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana attestano il moltiplicarsi di mortalità e di malattie che attaccano il sistema circolatorio, respiratorio e l’apparato digerente, malattie che hanno colpito principalmente i bambini."
Incidente 1993
Un'analogo incidente causò 4 morti e 3 feriti. La sicurezza non può più essere un'opzione.
Autrice della battaglia
Barbara La Rosa
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