
Il 5 giugno 2016 è una data storica: l'Italia riconosce finalmente le coppie dello stesso sesso con la Legge Cirinnà.
L'istituto normativo prevede il riconoscimento giuridico delle coppie formate da persone dello stesso sesso, estendendo loro gran parte dei diritti e dei doveri previsti per il matrimonio.
La norma prende il nome dall'On. Monica Cirinnà, prima firmataria del testo di legge. Rappresenta un punto di svolta nel nostro paese sul tema dei diritti civili, dopo decine di proposte dal 1986 che non avevano mai trovato realizzazione.
Il paese apripista
La Danimarca legalizzò le unioni omosessuali nel 1989, seguita da Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna e la quasi totalità dei paesi europei.
Costituzione dell'unione
Di fronte all'ufficiale di stato civile con due testimoni e registrazione nell'archivio
Cognome comune
Possibilità di assumere un cognome comune scelto tra i propri
Obblighi reciproci
Identici a quelli del matrimonio per quanto riguarda la vita familiare
Regime patrimoniale
Comunione dei beni come regime ordinario, salvo diversa convenzione
Pensione e TFR
Pensione di reversibilità e TFR spettano al partner dell'unione
Successione
Al partner superstite va la "legittima" (50%), il resto agli eventuali figli
Assistenza
Diritti identici ai coniugi per visite in carcere e ospedale
Inizialmente il testo di legge prevedeva norme sulla stepchild adoption (possibilità di adottare il figlio del proprio partner), che sono state stralciate nella discussione parlamentare. Tuttavia, è stata inserita la dicitura: "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti", che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali di concedere la stepchild adoption caso per caso.
"Sono scesa in campo per molti anni perché ritengo che non vi possano porre limiti legislativi alle varie forme di amore che compongono le coppie. Il ringraziamento più grande deve andare alle tantissime Associazioni che non si sono mai arrese."
— Barbara La Rosa
Prima della legge nazionale, molti Comuni italiani si erano dotati di registri anagrafici delle unioni civili per sollecitare il legislatore nazionale. Il primo fu Empoli nel 1993.
8.506
Persone che hanno usufruito della legge nei primi due anni